Nel 2016 le peggiori password restano sempre le solite. SplashData e Keeper, aziende di sicurezza informatica, hanno redatto due distinte liste delle password che appaiono più volte tra le quelle rubate nel 2016, principalmente ad utenti del Nord America e dell'Europa occidentale, su oltre 10 milioni di credenziali sottratte illegalmente. Queste password NON DEVONO MAI ESSERE USATE.

In entrambi gli studi le password più vulnerabili sono le stesse: ai primissimi posti vi sono le combinazioni di numeri in sequenza da 0 a 9 come "123456" o "1234567890", e le mai intramontabili "password" e "qwerty" (le prime 5 lettere della tastiera). Anche la combinazione delle sequenze di lettere e numeri non fornisce garanzia di sicurezza, come "1q2w3e4r". Novità rispetto agli anni precedenti la stringa "18atcskd2w" generata da sistemi automatici per la creazione di account utilizzati per l'invio di spam.

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I cosiddetti smart toy, evoluzione digitale delle vecchie pupe di pezza, sarebbero il regalo di Natale perfetto per i bimbi di oggi. Se non fosse per una peculiare caratteristica comune ad alcuni di loro: hanno le orecchie fin troppo grandi. Per ascoltarci meglio. In altri termini: utilizzano la tecnologia a disposizione per racimolare le informazioni personali dei più piccoli e delle relative famiglie. 

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All'indirizzo http://www.generazioniconnesse.it trovate il Centro Italiano per la Sicurezza in Rete.

Si tratta di un progetto è coordinato dal MIUR, in partenariato col Ministero dell’Interno-Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Università degli Studi di Firenze, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Skuola.net, Cooperativa E.D.I. e Movimento Difesa del Cittadino, Agenzia Dire con lo scopo di dare continuità all’esperienza sviluppata negli anni, migliorando e rafforzando il ruolo del Safer Internet Centre Italiano, quale punto di riferimento a livello nazionale per quanto riguarda le tematiche relative alla sicurezza in Rete e al rapporto tra giovani e nuovi media.